Come raccontare oggi la vita di un oratorio? Come aiutare i ragazzi a vivere il digitale non solo come utenti, ma come protagonisti consapevoli?
Da queste domande prende forma SocialCrew Oratorio, il progetto promosso dalla Fondazione Oratori Milanesi e accolto dalla Pastorale Giovanile della Diocesi di Como, che in questi mesi coinvolge gli oratori di Tavernola, Civello, Manera e la Comunità Pastorale Santissima Trinità di Moltrasio.
L’iniziativa nasce dal desiderio di accompagnare gli adolescenti a scoprire che comunicare non significa soltanto pubblicare contenuti sui social, ma imparare a osservare, ascoltare e raccontare con autenticità la vita delle proprie comunità.
«SocialCrew non vuole formare semplicemente ragazzi capaci di usare i social, ma giovani che imparino a guardare la realtà con attenzione e a raccontarla con responsabilità. Comunicare significa scegliere cosa vale la pena condividere, dare voce alle persone e custodire la bellezza delle comunità che viviamo ogni giorno.»
Dr.ssa Silvia Martinellli, referente del progetto SocialCrew per la Pastorale Giovanile della Diocesi di Como.
Comunicare è educare
Viviamo in un tempo in cui i social network rappresentano uno degli ambienti principali in cui i giovani costruiscono relazioni, si esprimono e condividono esperienze. Per questo motivo la comunicazione non può essere considerata soltanto uno strumento tecnico, ma una vera occasione educativa.
Il percorso di SocialCrew accompagna i ragazzi a sviluppare competenze nella fotografia, nella produzione video, nella grafica, nello storytelling, nella scrittura per i social e nei podcast, senza perdere di vista ciò che conta davvero: il rispetto delle persone, la cura delle parole e la responsabilità di ciò che si comunica.
L’obiettivo non è inseguire gli algoritmi o il numero delle visualizzazioni, ma imparare a raccontare il bene che nasce ogni giorno nelle comunità.
Quattro oratori, un’unica rete
Pur condividendo lo stesso percorso formativo, ciascun oratorio interpreta SocialCrew secondo la propria identità e le proprie esigenze.
C’è chi sta costruendo una vera e propria redazione di ragazzi, chi sperimenta podcast e interviste, chi documenta il Grest attraverso fotografie e reel, chi coinvolge gli adolescenti nella progettazione dei contenuti destinati ai canali social dell’oratorio.
Esperienze differenti che si arricchiscono reciprocamente grazie al confronto e al lavoro di rete promosso dalla Pastorale Giovanile.
La ricchezza del progetto sta proprio nella possibilità di condividere idee, strumenti e buone pratiche, valorizzando la creatività di ogni comunità.
Ragazzi protagonisti
Uno degli aspetti più significativi di SocialCrew è il cambio di prospettiva.
I ragazzi non sono semplicemente destinatari della comunicazione dell’oratorio, ma diventano protagonisti del racconto della propria comunità.
Imparano a osservare ciò che accade, a riconoscere i piccoli gesti che costruiscono la vita dell’oratorio, a scegliere come raccontarli e a lavorare insieme per realizzare contenuti autentici.
Ogni fotografia, ogni video, ogni intervista diventa così l’occasione per imparare che comunicare significa mettersi al servizio degli altri e custodire le storie delle persone.
Uno sguardo verso il futuro
SocialCrew rappresenta una delle strade attraverso cui la Pastorale Giovanile desidera accompagnare gli adolescenti ad abitare con consapevolezza gli ambienti digitali.
Le competenze tecniche sono importanti, ma ancora più importante è lo sguardo con cui vengono utilizzate: uno sguardo capace di cercare il bello, valorizzare le relazioni e raccontare la vita delle comunità con autenticità.
Perché oggi evangelizzare significa anche imparare ad abitare il digitale con responsabilità, creatività e uno stile profondamente umano.
Il cammino è appena iniziato, ma la direzione è chiara: fare della comunicazione non un’attività accessoria, bensì un’occasione di crescita personale, di corresponsabilità e di testimonianza per i giovani e per tutta la comunità.
Cerca gli oratori della nostra Diocesi che aderiscono al progetto Social Crew sui social media!
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SocialCrew Talks: quando sono i ragazzi a raccontare l’oratorio
A Milano una giornata di confronto e formazione per le SocialCrew degli oratori lombardi. Tra le esperienze protagoniste anche quella di Moltrasio, nella Diocesi di Como.
Non si tratta soltanto di imparare a realizzare un reel, montare un video o gestire un profilo social. Dietro SocialCrew c’è qualcosa di più: la possibilità di affidare agli adolescenti il racconto delle proprie comunità, accompagnandoli a vivere il digitale con creatività, consapevolezza e responsabilità.
Sabato 24 ottobre, all’Auditorium di Cascina Triulza, nell’area MIND di Milano, si è svolto SocialCrew Talks, una giornata di incontro, formazione e confronto che ha segnato l’avvio della seconda annualità di SocialCrew Oratorio – Nuovi narratori digitali, il progetto promosso dalla Fondazione Oratori Milanesi (FOM), con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Un percorso che coinvolge 76 oratori delle diocesi lombarde, tra cui anche quella di Como, e che mette al centro i ragazzi e il loro modo di guardare, vivere e raccontare l’oratorio.
Il digitale come occasione educativa
Ad aprire la giornata è stato don Stefano Guidi, direttore della FOM, che ha individuato tre parole per raccontare il senso del progetto: accompagnamento, missione e cittadinanza.
Accompagnare gli adolescenti negli ambienti digitali che abitano quotidianamente, imparare a comunicare l’esperienza dell’oratorio anche a chi non la conosce e contribuire, attraverso la comunicazione, a costruire comunità più aperte e accoglienti.
Perché comunicare non significa semplicemente pubblicare contenuti. Significa scegliere quali storie raccontare, quali parole utilizzare e quale immagine della propria comunità restituire agli altri.
Da Moltrasio, una storia da condividere
Tra le testimonianze della mattinata anche quella dell’oratorio di Moltrasio, nella Comunità Pastorale Santissima Trinità, rappresentato da Sabrina Roncoroni, coordinatrice degli oratori.
L’esperienza comasca ha raccontato come SocialCrew abbia offerto ai ragazzi l’occasione di valorizzare capacità e interessi che già possedevano, inserendoli però in un percorso di formazione e responsabilità condivisa.
Durante l’estate, la SocialCrew di Moltrasio ha scelto di raccontare il Grest attraverso un podcast, Chiamati per nome, dando voce alle persone e alle esperienze che animano la vita dell’oratorio.
Un progetto che ha mostrato come il valore della comunicazione non possa essere misurato soltanto attraverso visualizzazioni e interazioni. Un contenuto può raggiungere numeri contenuti sui social e avere, allo stesso tempo, un impatto significativo sulla comunità che lo ha visto nascere.
È un aspetto particolarmente importante per gli oratori delle realtà più piccole, dove anche un gruppo ristretto di adolescenti può diventare protagonista di esperienze capaci di coinvolgere e mettere in relazione le persone.
Autenticità, creatività e responsabilità
La giornata è proseguita con gli interventi di Lorenzo Opizzi e Matteo Iacopini di ScuolaZoo, che hanno accompagnato i partecipanti in una riflessione sui linguaggi della comunicazione digitale.
Dai trend ai format, dalla costruzione dei contenuti alla capacità di intercettare nuovi pubblici, è emersa una convinzione condivisa: per comunicare bene non basta seguire ciò che funziona sui social. Occorre conoscere la propria identità e trovare un linguaggio autentico per raccontarla.
Nel pomeriggio, spazio anche ai laboratori e al confronto con Luigi Santarelli, giornalista e speaker di RTL 102.5, che ha invitato i ragazzi e gli educatori a cercare storie nella quotidianità, imparando a riconoscere ciò che merita di essere raccontato.
Il racconto continua
SocialCrew Talks non è stato soltanto un momento per condividere quanto realizzato finora, ma soprattutto un’occasione per guardare avanti.
La seconda annualità del progetto punterà a consolidare le esperienze nate negli oratori, favorire nuove collaborazioni e costruire una rete tra le diverse SocialCrew lombarde, fino al Festival conclusivo previsto per novembre 2027.
La sfida resta quella di dare fiducia ai ragazzi, riconoscendo che il loro sguardo può aiutare anche gli adulti a scoprire aspetti nuovi delle comunità che abitano.
Perché dietro una fotografia, un’intervista o un podcast non c’è soltanto un contenuto da pubblicare. Ci sono ragazzi che imparano a osservare, scegliere, collaborare e raccontare ciò che per loro conta.
E forse è proprio questa la parte più bella di SocialCrew: non soltanto insegnare ai ragazzi a comunicare l’oratorio, ma lasciare che siano loro a mostrarci come lo vedono.
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https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/social-crew-confronto-2026-2886495.html





